Estratto (#349)

349

Perché come donna mi perdi in quel tuo mare di voglie,

con quel tuo collo rigonfio di gusto

che non mi stanca mai la lingua.

Di quella pelle che a sentirne l’odore

rinasco bimbo e mi faccio uomo,

di quei seni perfetti e morbidi

che mi solleticano il pensiero

ed in cui mi abbandono,

di quelle tue labbra candide

che celano la passione della tua lingua

che mi spinge il sangue.

Perché come donna mi perdi,

ed io poi… non mi ritrovo più.

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