Estratto (#401)

401

Un giorno t’innamori, e sei felice.

Poi in te cresce un sentimento di avidità

e quell’Amore non basta più,

cominci a desiderare altro.

Così cominci a venderti,

e ti fa schifo,

e non sei più felice;

la felicità pian piano scompare,

ed il venderti diventa la norma

… ma lo schifo non passa mai.

Ci si abitua

a quel sapore sgradevole da inghiottire ogni volta,

ma tu sei morto dentro, e morto resti.

E l’Amore non c’è più, e la felicità non c’è più

ed anche il suo ricordo t’abbandona;

e non c’è più niente, solo rabbia;

rabbia anche verso quell’Amore

che una volta ti ha fatto felice.

Ma è malposta, è l’avidità che ti ha ucciso.

L’Amore ti ha fatto felice,

anche se forse mai più riuscirà a tornare.

Stanotte,

nel sogno,

abbiamo pianto insieme.

Nessun disprezzo, nessun odio viene dall’Amore,

solo il suo dispiacere

nell’essere odiato al posto dell’avidità.

L’Amore non è morto.

Magari non riuscirà più a trovare la via del tuo cuore,

ma ti amerà sempre.

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