Anteprima del libro

Mi piace l’idea di mostrarvi ciò che avrete tra le mani, il libro fatto e finito.

Ecco per i nuovi lettori due pagine del libro in anteprima:

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Estratto (#476)

476

Tu sei la mia Luce ed io sono la tua.

E se in verità fossi io a persuaderti di questo,

così non sarebbe.

Io ti sono così devoto (anche)

perché credo che nel tuo cuore alberghi la stessa verità.

Anch’io ho provato a fuggirti,

ma sono caduto.

Ti lascio sempre libera di scegliere il tuo destino,

se questo è possibile.

Anche io ti scelgo ogni giorno, come tu fai;

o forse semplicemente non mi è dato non sceglierti.

Ogni giorno io scelgo di non evadere.

Mia Sposa,

io lo so che ti pesa la mia fermezza.

Tu lo sai quanto vorrei che il cielo fosse come tu dici,

noisette;

ma il cielo è turchese Vita mia, ed io non riesco a mentirmi.

Il cielo è turchese.

Estratto (#465)

465

La luna del primo mattino

si fa latrice dei più lieti pensieri.

Quando notata da alcuno

si riduce nel triste ritratto del mio tempo;

il tempo degli uomini incagliati

nella piattezza di un contagioso cinismo.

Tutti loro persi nell’inutile,

più inutile di questo.

Estratto (#446)

446

Io sono carnivoro;

a me piace affondare nella pelle,

a me piace perdermi tra gli odori

… io sono un fottuto animale!

Lo so,

meglio un vegetariano…

meglio un barboso

che ti tiene la mano una volta al mese,

così ti puoi fare gli affari tuoi

per tutti gli altri ventinove giorni;

così ci puoi invecchiare fissando l’orizzonte,

e sognando il carnivoro che ti sbava per terra

e ti lorda il nido…

alla caccia della pelle e degli odori della Sua donna.

In fondo le donne sono un po’ tutte così

… un’inutile testa piena di frescacce e di ‘sogni’.

Ma che siano sogni, eh…!

Una piena giornata di lordura

basta e avanza per tutta la vita.

“Io l’ho fatto.” Conta più questo;

che a farti prendere dalla mia bile ti consumi.

Mi godo dei ricordi; ma nell’ultimo, il più giovane,

l’abbandono era incompleto;

c’era la conquista, ma mancava la piena resa.

Mancava la mia Libertà.

Estratto (#438)

439

Petali rossi,

alito di vento che via te li porti.

Giardino spoglio…

velato dalle lagrime di chi ti compiange,

di chi ancora ti bisogna.

Tenue speranza che lasci nudo il corpo,

freddo è immobile.

Quieto lago d’inverno,

traversato da alcuno.

Ricordo fuggevole dell’Uomo.

Più non sei.

Estratto (#429)

429

La vita per l’uomo è tutta un dovere;

è il dovere di nutrirsi

altrimenti si spegne,

è il dovere di cacare

altrimenti esplode,

è il dovere di rispettare

per venire rispettato lui stesso.

Solo l’amore esula da questo,

perché l’amore è anzitutto un dono.

Ma forse anche amare è un dovere,

per quanto implicito.

Non amando non si riempe il vuoto di nessuno,

ma soprattutto non si riempe il vuoto dentro noi stessi

… perché ricevere senza dare non ci fa sentire pari,

ma sempre in difetto.

Estratto (#421)

421

Un leone è attraente,

è energico, è forte, è bello visto da un uomo…

ma gode di una breve esistenza.

Un elefante è lento, goffo,

ma vive a lungo.

La pelle bianca non toccata dal sole

rimane candida a lungo,

quella ambrata dalla sua luce, invece,

invecchia velocemente.

L’attrito è attraente per un uomo,

ma dove vi è attrito vi è anche caducità;

ciò che attrae l’uomo sfiorisce e manca velocemente.

Eppure l’uomo è attratto anche dall’eterno,

ma di tale promessa

non trova riprova nella sua vita quotidiana.

La sua disposizione rimane dunque rivolta

verso la passione del lampo.

L’uomo è senza tempo.

Estratto (#401)

401

Un giorno t’innamori, e sei felice.

Poi in te cresce un sentimento di avidità

e quell’Amore non basta più,

cominci a desiderare altro.

Così cominci a venderti,

e ti fa schifo,

e non sei più felice;

la felicità pian piano scompare,

ed il venderti diventa la norma

… ma lo schifo non passa mai.

Ci si abitua

a quel sapore sgradevole da inghiottire ogni volta,

ma tu sei morto dentro, e morto resti.

E l’Amore non c’è più, e la felicità non c’è più

ed anche il suo ricordo t’abbandona;

e non c’è più niente, solo rabbia;

rabbia anche verso quell’Amore

che una volta ti ha fatto felice.

Ma è malposta, è l’avidità che ti ha ucciso.

L’Amore ti ha fatto felice,

anche se forse mai più riuscirà a tornare.

Stanotte,

nel sogno,

abbiamo pianto insieme.

Nessun disprezzo, nessun odio viene dall’Amore,

solo il suo dispiacere

nell’essere odiato al posto dell’avidità.

L’Amore non è morto.

Magari non riuscirà più a trovare la via del tuo cuore,

ma ti amerà sempre.

Estratto (#385)

385

Neanche mi può chiamare Amore, non più.

Mi ha mai chiamato Amore?

Nemmeno lo ricordo.

Quando sei un peso, Amore non sei più;

quel nome non lo hai più di diritto.

Non sei nato Amore, lo sei diventato.

Ed oggi non lo sei più.

 

Estratto (#371)

371

Moglie… ex-moglie,

figlio… ex-figlio, si può essere ex-figlio?

Si, magari giuridicamente può essere… ma nei fatti no.

È più una parvenza,

una facciata per mantenere un profilo interiore

equilibrato.

Mucca. Tanto vale…

Mucca.